Devo ammettere che, mentre la situazione intorno all’Undisputed WWE Championship continua a diventare sempre più confusa, c’è almeno una storia nata proprio da quel caos che, al contrario, sta migliorando settimana dopo settimana.
Sto parlando naturalmente di Cody Rhodes contro Randy Orton.
Quando Orton è tornato e ha impedito a Cody di conquistare il titolo a SummerSlam, avevo qualche dubbio sulla direzione che avrebbe preso questa rivalità. Non perché i due non avessero una storia alle spalle, ma perché WWE rischiava di costruire l’ennesimo feud basato semplicemente sul tradimento e sulla voglia di vendetta.
Invece, più ci avviciniamo a Sunday Night’s Main Event, più mi convinco che questa storia abbia trovato una dimensione molto più interessante.
E il confronto verbale visto a SmackDown è, secondo me, la dimostrazione migliore.
Il problema è che Cody e Orton non possono nemmeno mettersi le mani addosso.
Dopo settimane di risse e aggressioni, WWE ha imposto un no-contact order a entrambi. Questo significa che, almeno per il momento, l’unica arma rimasta loro è il microfono.
E fortunatamente entrambi hanno dimostrato di saperlo utilizzare.
Cody Rhodes ha iniziato la guerra psicologica
Cody ha iniziato il confronto cercando deliberatamente di entrare nella testa di Orton.
Non voleva semplicemente insultarlo.
Voleva ricordargli tutto ciò che è andato storto nella sua carriera.
Rhodes ha definito Orton un uomo problematico e ha sottolineato di aver avuto un posto in prima fila per assistere a gran parte di quei problemi.
La risposta di Orton è stata esattamente quella che mi aspettavo dalla Viper.
Fredda.
Cattiva.
Personale.
Orton ha ammesso di essere stato un disastro, ma ha immediatamente ribaltato il discorso: mentre lui attraversava quei momenti difficili, Cody era, secondo la sua versione dei fatti, semplicemente il suo “b****”.
È una frase estremamente aggressiva, ma soprattutto racconta perfettamente il modo in cui Orton vede il rapporto tra i due.
Per lui, Cody non è sempre stato il grande protagonista che oggi pretende di essere.
È stato qualcuno che per anni ha vissuto all’ombra di wrestler più importanti.
E Orton è convinto di essere stato uno di quelli.
Orton ha superato il limite
Poi Randy ha deciso di spingersi ancora oltre.
Ha insultato la madre di Cody.
Ha attaccato verbalmente Brandi Rhodes.
E ha persino tirato in ballo Pharaoh, il cane della famiglia.
Qui devo dire che ho apprezzato la scelta, pur essendo chiaramente una provocazione estrema.
Non perché gli insulti personali siano automaticamente sinonimo di buona televisione, ma perché in questo caso hanno uno scopo preciso.
Orton sta cercando di far perdere il controllo a Cody.
Sa perfettamente che Cody vuole affrontarlo a Sunday Night’s Main Event.
Sa che esiste un ordine di non contatto.
E sa che, se riuscisse a spingerlo abbastanza lontano, potrebbe costringerlo a commettere un errore.
È una guerra psicologica.
E la cosa bella è che Cody non ci è cascato.
Cody ha capito perfettamente il piano
Questa è probabilmente la parte che ho preferito dell’intero segmento.
Per un momento sembrava che Orton avesse vinto.
Aveva colpito Cody nei punti più sensibili.
Aveva parlato della sua famiglia.
Aveva provocato il suo orgoglio.
Aveva fatto esattamente ciò che la Viper sa fare meglio.
Ma Cody ha sorriso.
E ha spiegato di sapere perfettamente cosa Orton stesse cercando di fare.
Sapeva che avrebbe cercato di provocarlo.
Sapeva che avrebbe cercato di farlo arrabbiare.
Sapeva che avrebbe tentato di spingerlo a violare il no-contact order e quindi a perdere il match.
Quindi Cody non ha reagito.
Ha fatto qualcosa di molto più efficace.
Ha colpito Orton dove faceva più male.
La frase su Dusty e Bob Orton
Cody ha spiegato che sta contando i giorni che lo separano dal momento in cui potrà finalmente scoprire una cosa.
Randy Orton è davvero un talento generazionale come Dusty Rhodes?
Oppure è un “generational wash-out” come Bob Orton?
Ecco.
Questa è stata la bomba del segmento.
Perché Cody non ha semplicemente insultato Randy.
Ha messo in discussione la sua eredità.
Ha preso tutto ciò che Orton considera sacro — il proprio nome, la propria carriera, il proprio talento e la propria posizione nella storia del wrestling — e lo ha trasformato in una domanda.
Sei davvero grande quanto pensi?
Oppure sei semplicemente qualcuno che ha avuto un talento straordinario e non è riuscito a sfruttarlo fino in fondo?
Capisco perfettamente perché Orton sia rimasto furioso.
E, soprattutto, capisco perché questa frase abbia funzionato.
La vera storia è la loro storia
È questo che secondo me rende Cody Rhodes vs Randy Orton molto più interessante di un semplice grudge match.
I due non si stanno affrontando perché uno ha attaccato l’altro.
Non si stanno affrontando soltanto perché Orton gli ha impedito di conquistare il titolo.
C’è una storia molto più lunga.
Cody conosce Orton.
Lo ha visto attraversare i momenti peggiori.
Lo ha visto essere una delle più grandi promesse del wrestling mondiale.
Lo ha visto diventare una superstar.
E lo ha visto anche sprecare parte del proprio talento.
Cody crede di aver finalmente superato quella fase della propria carriera in cui era costretto a vivere all’ombra di qualcun altro.
E questo rende Orton un bersaglio perfetto.
Perché Randy rappresenta tutto ciò che Cody era un tempo.
Un uomo di talento che però non era ancora considerato il volto della compagnia.
La differenza è che Cody oggi pensa di essere riuscito a completare quel percorso.
Orton, invece, non accetta di essere stato superato
Dall’altra parte c’è Orton.
E credo che la sua motivazione sia altrettanto interessante.
Randy è stato per anni uno dei primi nomi scelti quando si parlava del futuro della WWE.
È stato campione mondiale più volte.
È stato considerato un talento generazionale.
Ha ricevuto opportunità che molti altri wrestler non hanno mai avuto.
E soprattutto è stato per molto tempo uno dei punti di riferimento della compagnia.
Ora vede Cody, un wrestler che per anni è stato considerato quasi sempre il secondo rispetto a qualcun altro, diventare il volto principale della WWE.
E questo, per Orton, è difficile da accettare.
Perché una parte di ciò che Cody dice potrebbe essere vera.
Ed è proprio questo che rende Orton così arrabbiato.
Non può semplicemente liquidare Cody come un idiota.
Perché sa che Cody ha costruito qualcosa di enorme.
E sa che, in alcuni aspetti, lo ha persino superato.
Cody vuole dimostrare di essere il volto della WWE
Questa è la parte della storia che considero più importante.
Cody non vuole semplicemente battere Randy Orton.
Vuole dimostrare di essere il volto della WWE.
Quando ha lasciato la compagnia anni fa, Cody era lontanissimo da questa posizione.
Ha dovuto costruirsi una carriera altrove.
Ha dovuto dimostrare di essere molto più del wrestler che WWE aveva inizialmente deciso di trasformare in un personaggio secondario.
È tornato.
Ha completato la storia.
Ha sconfitto Roman Reigns.
Ha conquistato il titolo.
E adesso si trova davanti a uno dei wrestler che appartengono alla generazione precedente.
Orton è, in un certo senso, l’ultimo ostacolo simbolico.
Se Cody riesce a batterlo, può davvero sostenere di aver superato definitivamente quella generazione.
Non è più il ragazzo che cercava di uscire dall’ombra.
È l’uomo che occupa il centro della scena.
Ecco perché il no-contact order ha funzionato
Normalmente non sono un grande fan dei segmenti in cui due wrestler non possono combattere.
Spesso WWE utilizza il no-contact order semplicemente per rimandare artificialmente una rissa.
Questa volta, però, penso che abbia funzionato.
Perché ha costretto Cody e Orton a fare qualcosa di diverso.
Non potevano risolvere il problema con una RKO.
Non potevano concludere il segmento con una Cross Rhodes.
Non potevano semplicemente picchiarsi.
Dovevano parlare.
E parlare significa spiegare perché si odiano.
Questo ha permesso alla WWE di aggiungere profondità alla rivalità.
Ora sappiamo cosa vuole Cody.
E sappiamo cosa vuole Orton.
E soprattutto sappiamo perché nessuno dei due vuole perdere.
Sunday Night’s Main Event deve essere violento
Dopo un segmento del genere, mi aspetto molto dal match.
Non necessariamente in termini di sangue o spot folli.
Mi interessa soprattutto vedere la violenza emotiva.
Voglio vedere Orton combattere come un uomo che sente di dover dimostrare di essere ancora il talento generazionale che tutti hanno sempre detto che fosse.
E voglio vedere Cody combattere come un uomo che vuole dimostrare di aver finalmente superato il suo passato.
Questo non deve essere un match tecnico perfetto.
Non deve essere un incontro costruito per impressionare gli appassionati attraverso cento mosse.
Deve essere una guerra.
Una vera resa dei conti.
Chi dovrebbe vincere?
Personalmente, credo che Cody Rhodes debba vincere.
Non perché Orton non abbia bisogno della vittoria.
Al contrario.
Una vittoria di Orton sarebbe perfettamente comprensibile.
Ma se l’obiettivo è trasformare Cody nel vero volto della WWE, allora questo è esattamente il tipo di avversario che deve superare.
Cody ha già battuto Roman Reigns.
Ha già dimostrato di poter essere campione.
Adesso deve dimostrare di poter battere uno degli uomini che rappresentavano ciò che lui voleva diventare.
E deve farlo proprio dopo che Orton ha messo in discussione tutto ciò che Cody rappresenta.
Una vittoria di Cody chiuderebbe perfettamente il cerchio.
Orton, invece, potrebbe tranquillamente uscire sconfitto senza essere danneggiato.
Perché Randy non avrebbe bisogno di essere protetto.
La sua carriera parla da sola.
WWE ha finalmente costruito un vero grudge match
Ecco perché, nonostante tutti i problemi che continuo ad avere con la gestione della scena dell’Undisputed WWE Championship, non posso negare che Cody Rhodes vs Randy Orton sia diventata una delle storie che mi interessano maggiormente.
Il bello è che WWE non ha avuto bisogno di inventare chissà quale stipulazione.
Non ha avuto bisogno di inserire dieci wrestler.
Non ha avuto bisogno di un torneo.
Non ha avuto bisogno di un’autorità che spiegasse ogni settimana cosa stesse succedendo.
Ha semplicemente lasciato parlare due uomini con una storia comune.
E ha lasciato che quella storia diventasse personale.
Cody vuole dimostrare di essere il nuovo volto della compagnia.
Orton vuole dimostrare di non essere diventato un uomo del passato.
Cody crede di aver superato il suo mentore.
Orton crede che Cody gli debba ancora rispetto.
E soprattutto entrambi vogliono dimostrare di avere ragione.
Per me, questo è esattamente ciò che dovrebbe essere un grudge match.
Non mi interessa soltanto sapere chi vincerà.
Mi interessa sapere chi uscirà da Sunday Night’s Main Event con la propria convinzione ancora intatta.
Perché Cody Rhodes non sta combattendo soltanto contro Randy Orton.
Sta combattendo contro la versione di se stesso che per anni ha vissuto all’ombra degli altri.
E Randy Orton non sta combattendo soltanto contro Cody Rhodes.
Sta combattendo contro la possibilità che un wrestler della nuova generazione abbia davvero raggiunto — e forse superato — il livello che lui rappresentava.
Ed è proprio per questo che, paradossalmente, mentre la corsa al titolo WWE continua a essere un caos, Cody Rhodes vs Randy Orton potrebbe essere la storia più semplice e meglio costruita di SmackDown.
Due uomini.
Una lunga storia.
Un’enorme quantità di rancore.
E finalmente, a Sunday Night’s Main Event, nessuna parola sarà più necessaria.
Dovranno parlare i pugni.